sabato 7 novembre 2015

Commissario Volkevich, Valhallian Hammers - Cap. 1 (di C. V.)

SOLI…
Il giorno era finito e l’incubo stava appena ricominciando. La notte era il loro momento preferito per attaccare le nostre postazioni. Ormai i campi innevati di “Asgard III” erano lordi di sangue e icore alieno ma noi resistevamo, perché era il nostro dovere, era il nostro stile di vita…anzi no… era la nostra vita.
Avevamo imparato a cibarci di loro, la carne, a detta dei nostri esperti, era molto proteica e nutriente; avrei mangiato anche la merda pur di sopravvivere e avrei lanciato anche i sassi pur di ucciderli. L’odore di xeno arrosto pervadeva tutta la trincea, dove ero di guardia con il mio fedele Requiem pesante puntato diritto verso una delle loro tane; il mio stomaco brontolava per la fame, il mio corpo tremava per il freddo ma era la mia mente a preoccuparmi maggiormente.
Avevo allucinazioni continue e credo di aver ucciso qualche mio compagno nella foga delle battaglie; purtroppo non vedevo solo viscidi xeno ma qualcos’altro di inspiegabile che mi terrorizzava da settimane o forse erano mesi? Nessuno se ne accorse e decisi di portare questo mio fardello nella tomba cercando di uccidere più bastardi possibile fino al giorno della mia morte.
All’improvviso sentii una voce proferire il mio nome, era fiera, squillante e autoritaria…praticamente inconfondibile. “Rico a rapporto!...Ora!” Era il Commissario Volkevich, e quando usava quel tono significava solo una cosa…guai!
Kolwalski e Soldato (lo chiamavamo così perché era orfano e lo trovarono avvolto in un’uniforme insanguinata dopo un raid di Eldar Oscuri su Belkan) erano già presenti in tenda e si stavano rollando una sigaretta. Il Commissario ci mostrò un piano di incursione per portare le blatte allo scoperto e disinfestare definitivamente il nido.
Bisognava portare delle cariche termiche all’imbocco di due uscite in modo da farle crollare e obbligare gli xeno ad uscire dove i nostri obici erano pronti a vomitare tonnellate di esplosivo. Purtroppo la mia unità era particolarmente brava in questi compiti e venivamo sempre presi in considerazione per questa merda…gran fregatura essere affidabili.
Il vero problema era che l’operazione doveva attuarsi di notte, quando “loro” erano a pieno regime e quindi innalzando vertiginosamente il rischio per le nostre inutili vite. Ci preparammo con l’equipaggiamento migliore che l’Imperium potesse fornire, gonfi di munizioni e testosterone eppure la mia mano non la smetteva di tremare e solo grazie a Soldato riuscii ad allacciarmi la fondina alla gamba.
Partimmo con un Taurox modello “Obscura”, un prototipo che aveva un dispositivo di occultamento silenzioso che funzionava una volta ogni tre ma che ci avrebbe permesso di arrivare senza essere visti. Kowalski azionò il motore e dal sottile sibilo capimmo che il dispositivo si era attivato correttamente. Fu incredibile passare attraverso le linee nemiche, a poche decine di metri da quelle mostruosità, senza essere visti e sentiti.
Arrivammo alla prima uscita e piazzai le cariche termiche e dopo aver collegato il detonatore corsi immediatamente dentro l’Obscura. L’adrenalina stava pompando il giusto e tutti noi eravamo consapevoli che potevamo farcela quando il motore si avviò e al posto del sibilo del dispositivo si senti il rumore di un 12 cilindri incazzato e pronto a rombare all’impazzata. Lo avevamo sentito noi e lo avevano sentito anche “loro”…il dispositivo non aveva funzionato questa volta.
Kowalski si posizionò ai comandi delle gatlings in torretta, io mi misi alla guida e gli altri si misero alle feritoie. Dovevamo arrivare alla seconda entrata a tutti i costi anche se questo avrebbe significato l’inevitabile morte di tutta la squadra. Guidai al limite delle capacità mie e del veicolo e riuscimmo a raggiungere l’obiettivo. Il semiasse era andato e i cingoli giravano a vuoto per le troppe carcasse di Gants che avevano schiacciato, sembrava di guidare sul bagnato; sbandai e facemmo un frontale addosso ad una parete rocciosa della tana.
Non so quanto rimanemmo dentro il Taurox ma fu il Commissario Volkevich a destarsi per primo cominciando a darci calci e pugni per farci rinsavire. “Stanno arrivando! Volete morire qui brutti stronzi? Fate saltare questa dannata paratia e portiamoci le cariche termiche!” Questo significava solo una cosa: non avremmo avuto bisogno di un detonatore a distanza.
Rimasi ferito nell’esplosione della paratia del Taurox a causa di una scheggia di acciaio nella coscia, ma potevo ancora camminare velocemente e svuotai tre caricatori prima di giungere sul punto dell’esplosione. Ci guardammo negli occhi e Volkevich annuì. Eravamo circondati e pronti a morire.
Premetti più volte il pulsante di detonazione ma non accadde nulla.
Una scarica elettrostatica pervase la zona intorno a noi, vidi ancora una volta quelle strane figure che avevano attanagliato la mia psiche da mesi, adesso in modo distinto, sembravano angeli o fantasmi, figure eteree intorno a noi che scomparvero all’improvviso. Fu un attimo e poi ci fu il silenzio, un lungo silenzio interrotto da Soldato “Ragazzi ma siamo morti?” qualcuno rise, altri piangevano per le ferite riportate. Volkevich si alzò da terra aiutando anche gli altri che si erano ritrovati chiappe a terra.
“Kowalski cosa dicono le strumentazioni? Dove cazzo siamo?” Volkevich era vistosamente preoccupato. Cominciammo tutti ad avere una brutta sensazione. Non faceva più freddo, non c’era più la neve, non c’erano più le blatte. Eravamo su un terreno duro, roccioso, color lavagna e intorno a noi solo una fitta nebbia.
“Signore, le strumentazioni sono morte, forse la scarica elettrostatica le ha messe fuori uso. Ad occhio e croce direi che non siamo più su Asgard III”
“Brillante deduzione Kowalski….brillante davvero” Rise amaramente Volkevich.
Dove eravamo? Era un territorio ostile? Dove erano finiti il nostro battaglione e le blatte? La sola certezza che avevamo era che……….ERAVAMO SOLI…

Astorre Pessimus, P.I. del Collegio de Propaganda Fide di Rev. XXXIX - Cap. 1 (di A. P).

Pessimus riprese fiato in una rumorosa boccata, dopo la lunga apnea nell'acqua bollente del calidarium. La cupola trasparente del settore termale della Vipiennas, nave inquisitoriale di classe Aere Perennius, mostrava solo poche stelle opache. Periferia dell’Imperium secondo le carte, buco del culo della galassia secondo Pessimus. I settori Prime, Segundus e Tessares erano assolutamente privi di interesse per un ambizioso come Pessimus. Le uniche attrattive erano la presenza di qualche razza xeno ossessionata dalle armi rumorose e pochi pianeti aridi dove subumani e altri schifi simili si contendevano sassi e pozze in guerre che duravano per intere generazioni. Ogni tanto un’interferenza si affacciava nei settori ma il totale squallore di quello che trovava, probabilmente, annoiava anche la manifestazione demoniaca più intraprendente. Un servoteschio ronzò appena percettibile a pochi centimetri dal suo orecchio gocciolante. Era il Vecchio Paride, un modello antiquato e dotato di una stringa di codice che lo rendeva atto al dialogo, o almeno era quanto immaginavano i tecnopreti che lo avevano donato, dopo una cerimonia infinita, ad Astorre Pessimus, Primo Inquisitore del Collegio de Propaganda Fide di Revantina XXXIX.
"Il larvarium ha riscontrato un'anomalia nel settore Prime, planetucolo Omega, circa sedici secondi prima di… adesso. Il Magister Larvae chiede la sua presenza per attivare i protocolli di scansione e acquisizione".
Le larve, organismi biomeccanici usati quasi esclusivamente in mansioni che richiedevano interminabili controlli e ripetizioni, setacciavano costantemente il settore Prime, il piccolo feudo che Pessimus aveva avuto l’onore di purificare, alla ricerca di qualsiasi segnale o interferenza nel continuum che rivelasse la presenza del seme demoniaco. Purtroppo, con il passare dei cicli, il più delle volte le interferenze si erano rivelate solo dei banali strappi gravitazionali, collassi di quantuum e buchi nel tessuto spaziotemporale. Il fuoco purificatore che bruciava nel petto di Pessimus aveva lasciato posto a una fredda cenere e l’inquisitore ormai passava più tempo nei suoi alloggi che sulla plancia di comando della Vipiennas.
"Trasmetti il nulla osta al Magister e comunicagli che sarò da lui appena avrò terminato il ciclo rigenerante".
Pessimus uscì dalla vasca e si diresse lentamente verso il cubicolo rigenerante. Le sue due schiave fidate, Fellatorina e Cunnula lo accolsero avvolgendolo in un telo aromatizzato mentre lo invitavano a sdraiarsi sul lettino per il massaggio di rito. Mentre le due algoniane lo sferzavano vigorosamente con le loro linguefruste, il ronzio di Vecchio Paride lo staccò dai fremiti che il suo corpo non riusciva a contenere.
"Il Magister Larvae chiede con insistenza la sua presenza al larvarium, dominus, comunica che le anomalie sono di entità non trascurabile e solo il sigillo inquisitoriale può sbloccare la procedura di scansione accurata".
Pessimus si alzò a sedere mentre le linguefruste algoniane rientravano veloci nei loro orifizi boccali. Con un gesto congedò le due schiave che strisciarono veloci verso la loro cuccia e fissò freddo il globo oculare del servoteschio.
"Riferisci al Magister che appena potrò sarò al larvarium. Fino ad allora non tollererò interruzioni, a meno che un demone maggiore si fermi a cagare lava sulla nostra rotta e la Vipiennas rischi di infilarsi nel suo culo fiammeggiante. Mi auguro che il messaggio si sia fatto strada tra i tuoi grovigli sinaptici".
Ormai il ciclo rigenerativo era andato, il suo corpo tornava lentamente freddo e la sua mente ritrovava lentamente lucidità dopo l'effetto del sintosterone.
"Agavius, vai nei miei alloggi e portami nel tablinum del calidarium… la tuta tecnolatex intera, quella nera e oro con le catene in plastacciaio brunito, la lorica laminata a scaglie con le spalline ossee, gli stivali al ginocchio con l'emblema di Casa Pessimus, la fusciacca cremisi, il mantello con lo stemma di Revantina, quello nero ovviamente e infine la panoplia da riposo ma togli la spada, aggancia il gladio e aggiungi due pistole RQM cariche e benedette. Ma prima manda Corgonianui con pettine, olio al muschio di Catacia e anelli".
L'Inquisitore si avvicinò allo specchio che ricopriva la parete del cubicolo e cominciò a studiare la sua immagine riflessa. Osservò la muscolatura potenziata, esaminò gli innesti biometrici, intuì le protesi ausiliarie sottocutanee e scrutò attento ogni ruga del suo corpo perfetto. Si strizzò forte i capezzoli abbozzando un sorriso.
"Vuoi corrompermi? Io mi corromperei…"
I passi pesanti di Corgonianui, Primo Cerimoniere Pettinatore e spietata guardia del corpo subumana, lo interruppero da quel gioco che si concedeva ogni tanto. Si voltò, allargò le braccia e dopo aver controllato che l'ogre avesse con sé l’occorrente, sorrise.
"Capelli inanellati e profumati alla tua maniera, Corgo, ma prima un massaggio cutaneo vigoroso. Poi andremo a vedere che succede nel settore Prime, planetucolo Omega".

Campagna su Omega Prime

Su Omega Prime si svolgerà la prima campagna che fonde il gdr con il 40k. Per iniziare beccatevi il teatro delle prime operazioni, seguiranno foto e racconti scritti dai giocatori. Un ringraziamento al Punjabi, sponsor ufficiale dell'evento.

sabato 8 marzo 2014

La Reliquia (di Ankhtepot)

MISSIONE: LA RELIQUIA
PUNTI: 1750
SCHIERAMENTO: AVANGUARDIA

PROLOGO
"Perché siamo qui fratello?"
La voce del gigante che un tempo fu sangue del suo sangue ruppe il silenzio della meditazione dello Spettroveggente che alzò il capo e sussurrò "Viene narrato nei registri della Biblioteca Nera che ci sia un passaggio per la rete, un portale ad una sola via che non deve essere usato da nessuno, neanche dai nostri simili. Questo passaggio porta ad un luogo proibito ai mortali, un luogo che racchiude informazioni il cui tempo ancora non è giunto per la loro divulgazione".
Lo spirito del grande Galarian rimase silenzioso e, attraverso la pietra dell'anima espose la sua inquietudine.
"Il portale deve essere sigillato" tuonò Kalel. Lo Spettroveggente non era solito alzare la voce ma aveva bisogno dell'attenzione e della determinazione dei suoi fratelli perché quella notte non sarebbe stato facile compiere il destino che era stato riservato loro. La preveggenza, infatti, aveva permesso a Kalel di sapere che una flotta appartenente alla giovane razza Tau sarebbe entrata nel sistema Persecus e avrebbe mandato un contingente ad indagare sulle "strane" reazioni dei loro rilevatori elettromagnetici lasciati su Persecus IV qualche anno prima. L'Impero Tau era sempre in continua espansione e il sistema Persecus, abbandonato dagli uomini due secoli or sono, sembrava una perfetta occasione per creare delle colonie.
Gli esploratori Tau però, avevano avvistato le navi Eldar che si dirigevano verso il punto dell'anomalia elettromagnetica e il Comandante An' Drè detto "La Grande Montagna" si era reso conto che la battaglia sarebbe stata inevitabile…


LA BATTAGLIA
Quando il Comandante An'Drè arrivò con le truppe aviotrasportate, gli Eldar erano già sul posto intenti a organizzare un cordone di sicurezza attorno alla sonda elettromagnetica.
"Comandante diamo il via alla battuta di caccia? Siamo pronti a un suo cenno" disse il Vicecomandante Gar'Sui.
"Non essere impaziente, vediamo quali sono le loro intenzioni" rispose con voce ferma An'Drè mentre dava disposizioni per uno schieramento denominato a farfalla dai dettami tattici della casta del Fuoco.


I silenziosi Eldar, che si presentavano con costrutti enormi e lenti nelle movenze, avanzavano inesorabilmente come se ignorassero la presenza nemica. Solo due velocissimi trasporti schizzarono in aria per poi ritrovarsi in mezzo al contingente Tau in un batter d'occhio. Mossa incauta o ragionata? Il tempo solo avrebbe dato la risposta.
Il silenzio però fu interrotto da tre fasci di luce provenienti dall'arma affusolata del costrutto più grande che andarono a vaporizzare un’unità di droni cecchini che si erano attestati in una posizione rialzata per avere una linea di tiro pulita. 
Quasi all'unisono un altro costrutto Eldar, più piccolo del precedente ma non meno letale, rilasciò un fascio di energia che perforò la possente armatura della Broadisde che si era sistemata al secondo piano di un palazzo diroccato.



An'Drè non aveva mai affrontato la razza Eldar di questo arcamondo, ne aveva solo letto frammenti di informazioni nei registri accademici. Ora sapeva perchè Yanden veniva definito in lingua Tau "l'Onda Silenziosa che tutto distrugge". 
Kalel sapeva che i Tau non avrebbero concesso un passo all'avanzata dei suoi fratelli ma il portale custodito nelle profondità della città imperiale era troppo importante per preoccuparsi della morte eterna. I Tau, impavidi, rimasero nelle loro posizioni pronti ad una reazione che non sarebbe stata piacevole per gli antichi Eldar, pensò Kalel. Infatti i colpi concentrati Tau distrussero un Waveserpent nonostante la sua velocità; il veicolo precipitò rovinosamente ma le Spettroguardie che trasportava rimasero incolumi per l'impatto. Fu il fuoco concentrato di una squadra di Firewarrior ad abbatterne una ma le stesse non rimasero impressionate dal fratello caduto e continuarono ad avanzare imperterrite. Kalel notò un’improvvisa distorsione nello spazio e alcuni Tau in armatura scura emersero dal vuoto aprendo il fuoco sullo Spettrocustode che si era attardato nell'avanzata danneggiandolo seriamente. Letali e inafferrabili, colpivano la preda per scomparire subito dopo.



Il Comandante An'Drè non era contento dell'andamento della battaglia. Gli Eldar avanzavano inesorabilmente e il fuoco Tau aveva intaccato in modo insufficiente il contingente alieno. Le perdite Tau sarebbero state ingenti e questo non era ammissibile, tantomeno per una missione che sulla carta sarebbe dovuta essere ricognitiva. Mentre cercava le priorità da bersagliare per guadagnare un vantaggio sull'avversario, sul com-link del Comandante Tau si sentirono all'improvviso le urla di disperazione della squadra Fuoco Vivido che si era posta come avanguardia sul lato orientale dello schieramento; dopo pochi secondi il brusio fastidioso della trasmissione gli fece capire che i suoi soldati erano morti, una morte agonizzante e terribile. Doveva salvare sé stesso ma soprattutto doveva portare in salvo i suoi soldati.




Il Comandante An'drè Non riuscì a dare l'ordine del ripiegamento che anche la squadra Sole Cremisi subì la stessa sorte. Erano circondati e la paura cominciava a fare capolino nel contingente Tau. Le perdite erano ingenti e il nemico sembrava invincibile. All'improvviso un segnale di prossimità allarmò il valoroso Comandante... il colosso Eldar aveva puntato i suoi sistemi di fuoco contro la sua unità ma grazie all’armatura di prezioso Iridium i danni dei colpi, che avrebbero abbattuto persino una possente creatura Tiranide, furono insignificanti. Dopo circa un minuto An'Drè chiese alla squadra Stealth Ombra Solitaria di comunicare aggiornamenti sull'avanzata: "Stato e posizione Ombra!".
"Sta arrivando, sta arrivando. Fuoco a volontà mirate alle giunture... l'ho colpito l'ho colpito!!!! Ahhhhhh ahhhhhhhhh..."




La Squadra Ombra Solitaria venne massacrata in quell'istante dallo stesso costrutto che aveva distrutto la broadside. Era finita davvero? La Grande Montagna sarebbe stata sconfitta oggi?
Kalel aveva guidato all'unisono i suoi fratelli grazie ai suoi poteri psionici e ormai il contingente Tau sembrava essere allo sbando ma sapeva che da questa razza poteva aspettarsi di tutto. I Tau erano famosi per fingere una sconfitta e ribaltare le sorti della battaglia con abili stratagemmi. 
Difatti il suo cuore si riempì di tristezza quando vide cinque Spettroguardie venire abbattute da ogni sorta di arma tecnologica Tau. Nonostante la loro maestosità e il fatto che fossero dietro spesse mura la loro corazza non resistette. Kalel percepì una voce nel momento in cui anche l'ultima Spettroguardia cadde a terra. Grazie fu l'unica parola proferita da colui che fu.






Il Comandante An'drè si aspettava che l'eliminazione dei cinque Eldar potesse ridare morale alle sue truppe per organizzare una ritirata ordinata e mentre stava elaborando un piano di evacuazione i sensori dell'elmetto dell'armatura impazzirono. Per An'drè il tempo sembrò fermarsi... decine di armi fecero fuoco all'unisono e ciò che vide fu solo tanta luce, calore e poi freddo all'improvviso.....



EPILOGO: VITTORIA ELDAR
- Il Comandante An'drè era stato salvato dal sacrificio dei suoi soldati che avevano fatto da scudo con i propri corpi e nonostante le ferite sul suo corpo fossero molto gravi, i medici della Casta dell'Acqua riuscirono a stabilizzarle senza conseguenze. gli Eldar non attaccarono le navi da trasporto per l'evacuazione, probabilmente avevano altri scopi rispetto a continuare una futile battaglia. Cosa poteva esserci di così importante su Persecus IV per non dare il colpo di grazia ad un avversario ormai inerme? 
- Kalel doveva organizzare una spedizione. Non avrebbe mai pensato che il portale di cui si parlava nella Biblioteca Nera fosse nelle profondità del pianeta. Nessuno poteva riconoscere i simboli Eldar incisi su un pilastro che era stato adibito a obelisco per la propaganda umana. Tramite un rito i simboli si illuminarono e un passaggio al centro della piazza fece la sua comparsa. Qual'era il destino che aspettava loro? Domande, troppe, e neanche una risposta. Era tempo di rifornirsi e ed equipaggiarsi… la guerra era appena cominiciata!

lunedì 27 gennaio 2014

Ultime immagini del sergente Helios (di F.C.)

La prima squadra Scout comandata dal sergente Helios, in attesa di essere recuperata dopo una ricognizione avanzata per recuperare i resti biologici di organismi xeno (presumibilmente forme Tiranidi) precipitati nelle piane desertiche di Nahara (Rif 54555-1254 asd).
Termopittogramma del sergente Helios effettuato dall'unità AHH255 dell'Inquisizione.
Ultima pitto immagine della squadra Scout del Sergente Helios ripresa da un servoteschio del Magos Biologicus aggregato alla squadra allo scopo di fornire immagini e dati in tempo reale alla base di ricerca avanzata installata su Nahara. Successivamente all’invio della pitto immagine non si è trovata alcuna traccia anche del servoteschio (unità AHH255).

Successivamente alla sparizione della squadra Helios sono state vietate ricognizioni avanzate con mezzi terrestri (Rif. 45877-457 Ordo Xenos). Tale ruolo su Nahara viene ora svolto esclusivamente dai land speeder del capitolo con storm talon di scorta.
Talon I ripresa da Talon II ripresa durante una missione di scorta su Nahara, in secondo piano si notano alcuni land speeder ad alta velocità a bassissima quota.




venerdì 24 gennaio 2014

Antesignani

Dal Linguaggio degli Antichi: ANTE avanti e SIGNUM insegna. Vaste unità di Ogri montati su Lamentodonti precedono spesso il grosso dell'esercito in missioni di esplorazione e pattugliamento. Armati con comodi lanciamissili da spalla sfruttano la capacità delle bestie di percorrere terreni impervi e difficoltosi a discapito di furtività e mimetizzazione. La grande roncola da guerra serve più allo sfoltimento della vegetazione che alla separazione delle teste dai corpi.


Particolare del lanciamissili da spalla con corno portafortuna innestato.

mercoledì 8 gennaio 2014

Magog

Approvato dall'Ordo Machinum dell'Inquisizione, Magog, o il "Molto Arrabbiato GOG" è un bipode meccanico che unisce la tecnologia TOI con la meccanica degli esoscheletri marsupiali da combattimento dei Cavalieri di Titano. Partendo da un commento del Cavaliere Gregorius Oden-Gemmel, il GOG, che vedendo combattere in un'arena privata un ogre contro un rospodonte microcefalo commentò: "Quanta furia! Direi che sembra quasi un GOG molto arrabbiato...".  Il Magos Gerovindus Phenne ascoltò il commento e prima che la cerimonia fosse finita aveva già attivato i suoi tecnoservitori nella progettazione di un MAGOG, come lo battezzò in cuor suo. Un cilindro di supporto vitale per il cerebro ogre venne inserito nel comparto di guida che beneficiò di una corazzatura maggiorata, le armi vennero spostate su dei supporti a spalla per evitare che la manualità dell'ogre ne fosse limitata e la testa fu lasciata libera per non compromettere i già limitati sensi del subumano. Si ovviò a questo problema con un servizio di ricambio rapido di capsule cerebrali espletato da capridi opportunamente addestrati che avrebbero operato la sostituzione in battaglia qualora se ne fosse presentata la necessità. L'approvazione dell'Ordo Machinum fu tormentato e lungo ma i risultati strabilianti sul campo convinsero la commissione che la tecnologia era comunque rispettosa del dogma.

Vista generale con flash.
Espressione emblematica della filosofia di vita (breve) di un TOI
Capridi con la ricarica TOI pronta.
Capride in un momento di consapevolezza.